Liwogi sputa sentenze sulla famiglia

Probabilmente la persona meno adatta per sputare sputa a sproposito.

Arrivare davanti a casa Liwogi vuol dire trovare il gatto davanti al cancello che aspetta di andare a letto perchè nemmeno lui sa più che pesci pigliare due ex padrone dopo. Perchè da casa Liwogi la gente se ne va, e così una casa per 4 diventa per 1. E così tanti letti diventano vuoti. E così il bisogno di una famiglia cresce esponenzialmente al diminuire della famiglia.

Quattro persone, tre case e mezza, una ex famiglia.

Non può essere così che vanno le cose. La beffa del per sempre.

Io voglio crederci. Due famiglie dopo.

Io ci credo ora nell’ addormentarsi e risvegliarsi ancora stretti, nel sorridersi consumando la cena, nell’abbracciarsi tramontando sul divano. Io ci credo nel fare progetti, nel guardarsi e vedere tanto, vedere troppo.

Due famiglie dopo non posso che crederci, ma guardando indietro dico, non può essere così che vanno le cose.

Cuscini da una notte e via

Una piccola tastiera in borsetta per non essere del tutto lontana. Una borsa nella stanza accanto, una borsa da una notte e via, come tante. Un tono un pizzico “boca storta”, ma senza troppi perchè. Forse una piccola voglia  di cose calde, di tane come tasche, di pareti ruvide e vicini impiccioni.

Perplessuta abbraccio un cuscino da una notte e via.

Sono le 2:19 del 16 maggio 2009, la temperatura San Secondina si aggira attorno ai 15 gradi e il vento soffia a 3 nodi direzione nord ovest (ma non ne ho a certezza). Alle donne che aspettano, o con  la borsa sempre pronta compagne di lacrime invisibili io e ligabue diamo la buona notte.

Le poche fortunate dei rullini sfortunati

Petting e spinelli tra una spalla, un riccio profumato e cose a vanvera.

Io ho, dei ricci profumati sistemati sulla spalla destra.
Un paio di calze viola e un reggiseno rosa sulla scrivania dai piedi sbilenchi.
Io scopro stefano ross0 distesa sul futon a qualche centimetro dalle strisce di legno, e qualcheduno in più dalle ballerine abbandonate.
Un panno smosso e un cuscino sul divano usato per la prima volta come tale.
Pop corn sul tavolo guardano la birra sul lato  opposto in quel del tavolino.
Foto e scatolina disegna foto sul comò tengono compagnia a due bottiglie d’acqua.
La finestra è spalancata sull’estate, e il tramonto pigro rinfresca i piedi nudi, e la spalla scoperta.

Perchè se un tempo si diceva spinello, qualche anno dopo si diceva petting, ora chissà.

Immense cose sconosciute

Affogare la mente, forse un pizzico di troppo, abbastanza per lasciare correre le dita, abbastanza per lasciare correre ciò che è pietrificato. Latente.

Immense cose sconosciute, che le piace scappare nella notte con la sua testiera, che le piace sentire le unghie lisce sulle labra, miriadi di cose. Che sa piangere, che sa urlare. Appallottola le calze pulite infilandole una dentro l’altra. Temporeggia quando si asciuga i capelli, tante pause ed altre cose. A volte si corica a terra e ascolta il pavimento sulla schiena. Ha bisogni, bisogni con le palle, bisogni che possono spaventare. Spaventano le scatole che si porta dietro, vorrebe non avere più scatole. Le serve la musica, musica per ogni momento, ma non ricorda le parole, è più forte di lei, ma tutto sommato musica e parole possono essere cose diverse. Vede la pelle che cambia, la sente cambiare e le fa un po’ paura. Forse non ha saputo prendersi alcune respondabilita, ma delle cose importanti davvero se n’è presa cura come avrebbe dovuto fare, è solo che sono state poche. C’erano tempi in cui scappare di tanto in tanto era necessità, e l’ultima fuga è caduta in un giorno che di ultimo aveva un sacco di cose. Non sa se si piace, a volte si, molte altre no, ma i si pian piano aumentano. Le piace il pianoforte allegro sotto parole poco cantate, le piace bartali. Quando rilegge, quando si rilegge sorride.

Zazzzarazzaz zazzarazzaz, zazzarazzarazzarazzzaz!

Forse non sai leggerla, probabilmente nemmeno vuoi farlo, non saresti il primo e nemmeno l’ultimo.

Liwogi e il biEssere.

Come 260000 centimetri oltre, cambino cose apparentemente similAssiomatiche fino a qualche migliaio di centimetri prima. E così il lato destro del letto diventa più accogliente del sinistro, e l’acqua naturale più gustosa di quella gasata, e il passato prossimo muta in trapassato. Come 260000 centimetri prima certe cose non riescono a cambiare, erbacce difficili dicono.

El Perdedor , Aventura

Vi dedico questa, perchè per caso l’ho ascoltata, e per caso ha un senso, tutto suo ma ce l’ha nel tempo e nelle cose che sono state..

Hay un dicho
no se sabe lo que se tiene
hasta que se pierde

te vi llorar
vivistes la monotomia
y te escuchaba hablar
pero era el que te entendia
y me robo ese tesoro de duende
y ahora comprendo era valor
que no se tapan los defectos con pretestos
si a cambio siento rencor

ay ve y dile que yo lo odio y lo detesto
por tener lo que fue mio
aunque que el culpable he sido yo
que hoy lo considero un enemigo
lamentando la perdida en la batalla
por tu amor
recalcale que no duermo de noche
imaginandome que en el sexo
el te debora con pasion

me falta valentia para admitirle
que a tu lado fui un chiquillo
y su hombria me superò
agregale que hoy yo me rebelo
envidioso egoista impulsivo sin control
al creer que yo era el unico
que tu amarias que estupido
fue el con el premio y yo el perdedor

ha..ha..ha..

the kings…

Lo vi llegar
y no pense que importaria
y te empesaba a conquistar
convertiendote en mi enemiga
y me robo ese tesoro de duende
y ahora comprendo era valor
que no se tapan los defectos con pretestos
si a cambio siento rencor

ay ve y dile que yo lo odio y lo detesto
por tener lo que fue mio
aunque que el culpable he sido yo
que hoy lo considero un enemigo
lamentando la perdida en la batalla
por tu amor
recalcale que no duermo de noche
imaginandome que en el sexo
el te debora con pasion

me falta madures
para admitirle que a tu lado
fui un chiquillo
y su hombria supero
agregale que hoy yo me rebelo
envidioso egoista impulsivo sin control
al creer que yo era el unico
que tu amarias que eztupido
fue el con el premio
y yo el perdedor

ah..ah..ah..

Parole mai sentite. Parole mai dette o mai volute sentire.

Sveglia dolciastra

Buon giorno a chi ha bisogno di una sveglia per svegliarsi e mille altre per alzarsi. E’ mercoledì 22 aprile 2009, il 112° giorno dell’anno e la temperatura terrazzino a occhio e croce si aggira sui 15°.

La mansarda profuma di dolciastro, c’è chi sbirciando sul tavolo darebbe la colpa alla marmellata di fichi spalmata sul burro delle fette biscottate, ma è un dolciastro che inzuppa la giornata, quello che dopo il decimo bacino del giorno, nato a quattro mani sotto le coperte, rimane inevitabilmente nell’aria e sulla pelle.

Liwogi …

e il nuovo tema hanno naso e piedi freddi

Il tempo e i post
Ascolto
Davide Van De Sfroos - Pica
Carmen Consoli - Eva Contro Eva
Damien Rice - O
Damien Rice - 9 (2006)
Davide Van De Sfroos - Breva &Tivan
Tunng - Good Arrows (2007)
Vinicio Capossela - Da Solo(2008)
Bebe - Pafuera Telaranas
MDR
Fragil Vida
Kimya Dawson
Arisa - Sincerità
Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola
Lily Allen
Leggo

* New Moon - Stephenie Meyer
* Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut (Finalmente, oserei dire)
* Fotografia - Carlo Delle Cese (Necessario, aggiungo)
* Il giorno in più - Fabio Volo
* Emmaus - A. Baricco (Yuppi)

Day & Day
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