poesie, di Roberto Volpe.
Ascoltati
mi tolgo il seme e il sangue
ora ascolta
canzoni che uccidono l’anima
aprono il petto e mangiano il cuore
lo sputano per terra
perché’ tu possa raccoglierlo
e solo quando ti pulsa nelle mani
che allora lo senti davvero
spingilo nel petto
e urla
urla più forte
perché non riesci a sentirti
altrimenti
sai il dolore non sempre ti uccide
ma ti fa vivere davvero
davvero dentro sei solo
e insignificante
l’anima brucia ma mai ti illumina
Gocce
Gocce fitte che il cielo
a morire sul terreno condanna
Che dall’alto nubi nere
come tenebra abbandonano
Dove sono generate
eppure esse ritornano
Dove la morte riporta il corpo
dopo una vita spesa vana
Quanta malinconia nel freddo ticchettio
Quanto grigio questo specchio di cielo
Non si vede attraverso
Ma quanta pace in questo irreale suono
Finto silenzio che distrae la mente
Ormai ne sono perso
Acqua
Vorrei essere come acqua di torrente
per scorrere fresca tra le tue dita.
Infrangermi impetuosa sui tuoi seni
per gorgogliare avida sul tuo sesso.
Sfiorare umida le tue labbra
mentre assetata attingi alla mia anima.
Sarò ciò che vuoi che io sia
poiché non avrò forma
Mi plasmerai con la tua voce,
con il tuo respiro stanco
Sarò qui per dissetarti,
dissetare le tue voglie
Bevimi ora, amore mio.
Orgoglio ferito
E’ questo mio orgoglio
Distrutto da un malinconico sorriso
Aggrappato all’appiglio con dita tremanti
Si chiede se è giusto seguire le stelle,
naufragando ancora, anziché la ragione
Conscio di questo sbaglio
Alzo lo sguardo e scorgo il tuo viso
Mai occhi ho fissato così vivi, raggianti
Il sangue ribolle dal cuore alla pelle,
senza un motivo, sussurro il tuo nome
So che non può esserci ancora un inizio
Ed io, lo stupido che non merita nulla
Ti aspetto comunque che ormai sei mio vizio
E caldo, il mio petto sarà la tua culla