Case.parma.it
Liwogi …

ha voglia di viaggi e di foto. Invece sguazza tra le camole tonte, prendendo contro gli spigoli con una media di 10 Ahi al giorno, letti posticci, capelli indispettiti da risveglio e gatti ruba pappa a tradimento. Meno male c'è l'amour, e che amour ^_^ [29.06.2009]

Ascolto
Davide Van De Sfroos - Pica
Carmen Consoli - Eva Contro Eva
Damien Rice - O
Damien Rice - 9 (2006)
Davide Van De Sfroos - Breva &Tivan
Tunng - Good Arrows (2007)
Vinicio Capossela - Da Solo(2008)
Bebe - Pafuera Telaranas
MDR
Fragil Vida
Kimya Dawson
Arisa - Sincerità
Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola
Leggo
* New Moon - Stephenie Meyer
* Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut (Finalmente, oserei dire)
* Fotografia - Carlo Delle Cese (Necessario, aggiungo)
... Vergognosamente inattiva ...
Day & Day
novembre: 2009
L M M G V S D
« ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  
Il tempo e i post

Archivio per la categoria ‘sfoghi’

Click Clock, scatti vari ed eventuali più intrusa

mercoledì, marzo 18th, 2009
La Simo e la Olly a Passo Coe

Io e la Ollly a Passo Coe

Ctrl+Alt+Canc

giovedì, gennaio 15th, 2009

t Ha pensato, t ha cacciato, ha letto, ha dormito, ha sognato, ha temporeggiato, ha mangiato.

Liwogi è stufa di cose appese per metà, stufa di essere in balia di altri e di sciocchi meccanismi e di dire le cose a gratis a chi non ha il coraggio di chiedere. Reazione.

Si laverà, si rimetterà lo smalto, spianerà i pantaloni nuovi, uscirà con la macchina, mangerà, lavorerà, cenerà in buona compagnia e non penserà.

vomitata vomito

martedì, gennaio 13th, 2009

questo è quello

ho la forma e la consistenza di un boccone assaporato, masticato, ingoiato, digerito e rigurgitato. ognuno pensi e ognuno dica. poi chi vuole può dire ognuno ha ciò che merita. a me sembra di rivivere cose gia viste, di essere così poco da non bastare, ma più di tutto di essere così poco di nuovo. star male star male e di nuovo star male.

Ciiiiiiiiis

giovedì, gennaio 8th, 2009

Frase inutile: Brutta scoperta non trovare più un paio di eserciziari che mi hanno sostenuta nei momenti difficili, quindi riordino repentino, con qualche pezzo aggiunto su cui affido molto.

Fifa: Serata stramba, chiacchiere strambe, situazioni strambe, è tutto sempre meno chiaro e le cose che sono state diventano così lontane in così poco tempo, da metter spavento anche di situazioni banali. La fantasia probabilmente inizia pure a ricamarci un po’ intorno.

Scappo un po’ dalle persone, ho poca voglia di rispondere e di fare resoconti. Sono io e la scrivania, sulla quale sventaglio vecchi appunti, la domanda per il concorso, e curriculum spagnoli. Ufficialmente scappo.

Mi piacerebbe tornare a ottobre, quando l’irrazionalità e l’istinto rendevano le cose ingiuste giuste senza tanti fronzoli morali.

Morale della favola: Ho una gran gran grande grandissima enorme voglia di sorridere.

La coinquilenza, il cominciamento del finiscimento.

giovedì, novembre 13th, 2008

La coinquilenza è uno stato un po’ precario e un po’ latente nel quale possono sfociare convivenze e amori carnali. E’ un po’ il timore delle coppie perfette, che sotto sotto sanno che prima o poi qualcosa salterà. Si dice “quando tu mi mollerai”, si replica “no sicuramente tu mollerai me”, poi si smette di assegnare questo ruolo, forse anche la preoccupazione di esserne vittima e  lentamente si accuccia in un angolo e si assopisce.

E così uno si sveglia al mattino, e come nei film, allungando il braccio nel letto trova al massimo un gatto o un computer, e uno sguardo languido parte verso i ricordi delle coccole mattutine, poi sfumate in baci del buon giorno, poi scolorite in sveglie e buon giorno.

Ma ho i capelli bagnati, i piedi scalzi sulle mattonelle e i denti da lavare. Buon giorno mondo in coinquilenza.

ps: la videro a metà mattina che passeggiava tra gli scaffali e sulla Vi sfilo Mattatoio n.5, saltellando verso la cassa.

Post soporifero

venerdì, novembre 7th, 2008

Liwogi fagocita buscofen e stringe i denti tra una fitta e l’altra, non c’è metafora, stringe proprio i denti, e proprio tra una fitta e l’altra. A saperlo prima, avrebbe versato anche il secondo e il terzo bicchiere di birra. E’ un post inutile, un po’ come quando si apre un libro dal comodino con la speranza che gli occhi si chiudano, le dita sono strisciate fino al pulsante on in stato di semi coscienza. Click.

La simo tace

mercoledì, ottobre 15th, 2008

Mentre l’italia impara con facebook a parlare in terza persona, la Simo smette di scrivere e di leggere, e trova mille scuse per averlo fatto. Il tempo passa da una mattinata rubata nel letto, qualche lezione all’università, uno schermo e tasti ticchettanti, la magnesite sulle mani, e via dicendo.

La simo ha ben presente ciò che vuole fare, e pian pianino lo sta prendendo, vuole fare siti, e ogni giorno impara cose, anche dai peggiori nemici, nella consapevolezza che ha ancora un mondo da scoprire e da dominare.

Duffy e jijì ingrassano felici, hanno una nuova gattaiola, lo sportellino nel vetro che gli permette una nuova autonomia nella vita domestica.

Il rombo del disco continua a farsi sentire, e il motorino rotto mi fa vergnognare di non aver ancora deciso la sua sorte, ogni volta che lo vedo smontato in garage.

La mia banca non gira intorno a me.

venerdì, agosto 29th, 2008

poverta

E’ da un paio di giorni che volevo scrivere un post su Facebook, l’unico social network che fino ad ora è riuscito a rapirmi (e che spero seppellirà pian piano quel catorcio di myspace).

Su questo volevo scrivere, ma poi l’impellente bisogno a dieci giorno dallo stipendio, e a venti dall’ultimo dirottato totalmente sulle tasse universitarie, di fare la spesa è diventato un piccolo problema che mi ha angosciato un po’.

Io sono una bambina media, sulla mia tavola non è mai mancato il cibo, fondamentalmente nemmeno adesso, il mio frigo non sta benissimo, ma ancora qualche giorno tirerà avanti. Il mio stipendio si aggira sui 600 euro al mese, e il mio passo più lungo della gamba è stato decidere di andare via di casa anche se arrivano spesso crociate domestiche. Io non compro roba di marca (anche se vorrei), i miei capelli molto spesso sembrano un nido di rondine, gli scontrini nelle mie sportine difficilmente superano i 50 euro e quando esco la sera e spendo più di 30 euro le farfalle iniziano a svolazzarmi nella pancia. Ciò nonostante non sono una formichina, anzi molto più una cicala anche se il mio conto al minimo è zero.

E così la mia banca non è differente e non gira intorno a me. L’impellente bisogno di 50 euro per fare la spesa, è per la mia banca una possibile richiesta da inviare al direttore per andare in rosso di 45 euro che potrebbe richidere giorni, e così non ce l’ho fatta, e con la coda tra le gambe, i lacrimoni che crescevano, sono uscita dalla banca e sono tornata a casa.

C’è certamente chi sta peggio di me, chi nemmeno ha il frigo che singhiozza,ma oggi sono per la prima volta in tutta la mia vita senza i soldi per fare la spesa, e non per prendere un birra o un paio di scarpe, e mi sento umiliata e angosciata.

 

w l’Italia