Liwogi mastica profumi e sensazioni, tutti posticci, tutti creati per l’occasione della sera che non c’è.
lunedì, luglio 6th, 2009I suoi gesti ubriachi seguivano la pelle morbida barcollando da un angolo e l’altro. La mano stringeva forte i capelli caldi serrando l’elastico e lasciandoli cadere a lato del collo nudo. La maglietta stropicciata copriva quel poteva, il piccolo seno morbido, il neo tondo color caffe latte sulla spalla destra. Il minuto e buffo mignolo del piede preso di mira dalla zanzara di turno sfoggiava un bel rosso d’estate. Sul braccio riposava una linea nera lasciata da un occhio sbadato ancora fatto bello per le ore del giorno. Nell’aria mille odori, odori di pelle la sera.
Un bicchiere di troppo aveva fatto i gesti netti ma pieni, e tutti i sentire erano un gran miscuglio di sentire. Non un filo d’aria, le faceva venire voglia di lasciare il suo posto per distendersi a lato della finestra, di appiattirsi tra i passi andati. La lingua amara si nascondeva colpevole dei pensieri scomposti. Il peccato scivolava su ogni cosa, quello di ogni tempo, andato e atteso.
Il peccato dei pensieri rimestati e di quelli appena nati. Il caldo, la sera, il vino.
Cercava in ogni cosa, cercava e cercava ancora.
