Archivi per la categoria ‘malumore’

La simo tace

Mentre l’italia impara con facebook a parlare in terza persona, la Simo smette di scrivere e di leggere, e trova mille scuse per averlo fatto. Il tempo passa da una mattinata rubata nel letto, qualche lezione all’università, uno schermo e tasti ticchettanti, la magnesite sulle mani, e via dicendo.

La simo ha ben presente ciò che vuole fare, e pian pianino lo sta prendendo, vuole fare siti, e ogni giorno impara cose, anche dai peggiori nemici, nella consapevolezza che ha ancora un mondo da scoprire e da dominare.

Duffy e jijì ingrassano felici, hanno una nuova gattaiola, lo sportellino nel vetro che gli permette una nuova autonomia nella vita domestica.

Il rombo del disco continua a farsi sentire, e il motorino rotto mi fa vergnognare di non aver ancora deciso la sua sorte, ogni volta che lo vedo smontato in garage.

La mia banca non gira intorno a me.

poverta

E’ da un paio di giorni che volevo scrivere un post su Facebook, l’unico social network che fino ad ora è riuscito a rapirmi (e che spero seppellirà pian piano quel catorcio di myspace).

Su questo volevo scrivere, ma poi l’impellente bisogno a dieci giorno dallo stipendio, e a venti dall’ultimo dirottato totalmente sulle tasse universitarie, di fare la spesa è diventato un piccolo problema che mi ha angosciato un po’.

Io sono una bambina media, sulla mia tavola non è mai mancato il cibo, fondamentalmente nemmeno adesso, il mio frigo non sta benissimo, ma ancora qualche giorno tirerà avanti. Il mio stipendio si aggira sui 600 euro al mese, e il mio passo più lungo della gamba è stato decidere di andare via di casa anche se arrivano spesso crociate domestiche. Io non compro roba di marca (anche se vorrei), i miei capelli molto spesso sembrano un nido di rondine, gli scontrini nelle mie sportine difficilmente superano i 50 euro e quando esco la sera e spendo più di 30 euro le farfalle iniziano a svolazzarmi nella pancia. Ciò nonostante non sono una formichina, anzi molto più una cicala anche se il mio conto al minimo è zero.

E così la mia banca non è differente e non gira intorno a me. L’impellente bisogno di 50 euro per fare la spesa, è per la mia banca una possibile richiesta da inviare al direttore per andare in rosso di 45 euro che potrebbe richidere giorni, e così non ce l’ho fatta, e con la coda tra le gambe, i lacrimoni che crescevano, sono uscita dalla banca e sono tornata a casa.

C’è certamente chi sta peggio di me, chi nemmeno ha il frigo che singhiozza,ma oggi sono per la prima volta in tutta la mia vita senza i soldi per fare la spesa, e non per prendere un birra o un paio di scarpe, e mi sento umiliata e angosciata.

 

w l’Italia

“urgenze interiori”

Ho appena finito di vedere “into the wild”, che sconsiglio e consiglio, per cui è normale che io sia un attimo in crisi. A me dispiace dover scrivere di cose interessanti, ma la gente è attratta da cose utili, e che le servono. Certo io parlerei di come mi sento in trappola in questo periodo, di chi lavora per studiare e studia per lavorare. Non vorrei essere un Supertramp, ma il condominio che vedo ogni giorno dall’altra parte del mio balcone mi urta, mi urta spendere 1h di tempo in macchina per raggiungere il lavoro, e altre mille ore schiacciando tasti ticchettandi, con la speranza che la mia bottiglia arrivi nelle mani del naufrago giusto. Mi urta che oggi, ero talmente azzerata dal lavoro, dall’uni e dai soldi che non ci sono, che per un attimo non mi sono accorta delle macchine che frenavano davanti alla mia, e che per un attimo, ora non ci potrebbe essere alcun ticchettio.

Nello stesso giorno, ho sentito citare due volte un tale “turò” che suppingo sia simil francese, ma che non riesco a trovare su google, quindi se qualcuno può essermi d’aiuto è ben accetto.

Bon nuit :)

Into the wild

Ninna nanna, ninna oh

Ho una capanna in salotto, i panni migliori e una capanna fatta di poltrone.

Ho un cadavere nel letto e un burrone nello stomaco.

str_replace(’drink’, ’sleep’,’

 

lady_drink_alone.jpeg

 

‘)

malumore

mancanza di casa, mancanza di silenzio.

Da cosa questo imbigottimento? Che storia è?

Dubbi, ho fatto bene, ho fatto male.

debiti di penna sempre maggiori.

INSULTI A CAPODANNO E POMPINI A MEZZANOTTE per chi è Giò.

La questione è, non sono viva ora, non ho qualcosa che mi tiene sveglia la notta, non ho qualcosa che mi faccia sognare. Non è bene.

h 22:53

Non lo so, simo, dopo tutto questo tempo, saltar fuori così…con la stizza che gira attorno le lettere. Cosa vuoi concludere? è stata una frase d’effeto, e non so a che pro. Non riesco a trovare facilmente i bei ricordi, trovo quelli tristi dei momenti io cui ho fatto cose che non apprezzo tutt’ora. Si, tu mi dici che ero piccola, non ha valore.

Eri importante. Però non tollero i miei sbagli e tanto meno i tuoi.

Parlare con te è antiproducente e nonostante tutto ancora oggi mi fa stare poco bene, ogni volta che emetto un suono pacifico o gentile, tu provi a smontarlo.

Io ho sbagliato e tu hai riversato su di me la tua cattiveria. Le persone si amano in altro modo, la cattiveria spegne l’amore.

Acchiappo le parole, non è proprio l’ora, ma tanto il rumore di grondaia mi tiene sveglia.

El Arrebato – Himno del Centenario del Sevilla FC

Francesco Guccini – Opera buffa

Robbie Williams – Feel

Claudio Baglioni – Reginella (non accetto commenti)

Slumber Party – I don’t mind

Beatles – Another girl

Sono un po’ pensierosa di queste notti, mi si sbarrano gli occhi sotto le coperte (mantas). L’ università…dicendolo in modo nostrano (poi non più di tanto), mi stressa. Sono poco convinta, numeri, dimostrazioni, chi ci piglia…può un informatico non sapere che scheda video ha?

..lasema(o?) ster..


sono una mangia-ravioli-ai-gamberi, una spugna(è una spugna chi beve tre tongerlo? (beber como una cuba)) a riprova : sciopero della birra.

Ma se in “è facile smettere di fumare se sai come farlo” al posto di fumare metto bere, e al posto di sigaretta metto birra, smetto anche di bere birra?

PROTESTA: a voi che bevete liquami colorati da striminziti bicchieri, voi che rigirate calici mezzi vuoti, voi bevitori inferiori:

(en cuatro palabras)

in poche parole, ma va a dar via il cul!


Mi rigiro sul divano col mio pc, dieci anni fa pensavo non avrei mai avuto un portatile, e ora, ne ho già seppellito uno :)


Sento che mi limita, lei l’università, limita la mia testa, limita le mie conoscenze, le mie giornate.

LIMITA

sento che non capisco, sento che NON so, e temo che non saprò mai. vorrei sapere ma non riesco, e mi incazzo. vorrei sapere (e qui abbandono i maiuscoli (si si lo so maiuscole, ma un po’ di virilità in più ai giorni d’oggi non guasta).


non è serata, non ho un discorso che fila. ed è grave, perchè non è una mia mancanza nel trascrivere su carta le cose, è proprio così che stanno in testa, e così escono, e così si spengono. le stronze. (urca, come sferza stronze). dicevo, le stronze, poi saltano fuori a letto. Mi sento che non combino nulla. In questo mondo fatto per chi ha i capelli lisci, per chi ha il culo piccolo (anche culo, nel suo intimo sferza), per chi ha nasi dolci e unghie lisce. Per chi non sembra goffo, per chi riesce a truccarsi prima di uscire la mattina, per chi è arrogante, che cazzo centro?????????

fallita informatica, bevitrice di birra stroncata in piena carriera, malinconica di cantautori.


mi scuso per i colori, per la punteggiatura, e rimpiciolingrandimenti, ma ho bisogno di movimento.

stasera ho le idee chiare su una nuova parola, di quelle già sentite, di quelle ridisegnate, incognita di equazioni, frasi. (deformazione professionale)

MIASMA: Malsana esalazione di organismi in putrefazione o di acqua stagnante
Lo Zingarelli minore Vocabolario della lingua italiana (C) 2001 Zanichelli editore

ps: ho scoperto che il mio computer ha il dizionario … che amove.

h 16:18

New Entry : piccolo morbido mouse

VALENCIA -43

Ossessione

Ossessione

21:26

Voglio Voglio Voglio una manciata di spensieratezza, giusto per arrivare a domani senza lo stomaco contorto.

Poesie

Lavorare stanca , Cesare Pavese

I due, stesi sull’erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell’erba. Sorride scomposta, tra l’erba.
L’uomo afferra la mano sottile e la morde
e s’addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l’erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s’aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all’inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde – raccolto sul sasso
di una grotta – di bel capevenere e volge al compagno
un’occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell’abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest’è la vendetta, s’immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

DICKINSON EMILY

Una parola muore
appena detta,
dice qualcuno.

Io dico che solo
quel giorno
comincia a vivere

Un Tempo troppo felice si dissolve
E non lascia traccia -
È l’Angoscia che non ha Penne
O troppo pesanti per volare

Presi un Sorso di Vita -
Vi dirò quanto l’ho pagato -
Esattamente un’esistenza -
Il prezzo di mercato, dicevano.
Mi pesarono, Granello per Granello -
Bilanciarono Fibra con Fibra,
Poi mi porsero il valore del mio Essere -
Un singolo Grammo di Cielo!

Le parole dette dal felice
Sono rozza melodia
Ma quelle provate dal silente
Sono bellissime -

Anche tu sei l’amore, Cesare Pavese

Anche tu sei l’amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole – cammini
in attesa. L’amore
è il tuo sangue – non altro


Sandro Penna

E poi son solo. Resta
la dolce compagnia
di luminose ingenue bugie.

MALINCONIA, Rosa Maria Tornù

Ricomincia
la malinconia.

T’incatena
come una
canzone
del tuo passato
più lontano
e ti ama
sottile
nella trama
del tempo vuoto.

Malinconia -
tu ce la fai
a perdermi -
a violentarmi
fino a farmi
pietra,

attrice del nulla
senza mai
più dolore.

Liwogi …

e il nuovo tema hanno naso e piedi freddi

Il tempo e i post
Ascolto
Davide Van De Sfroos - Pica
Carmen Consoli - Eva Contro Eva
Damien Rice - O
Damien Rice - 9 (2006)
Davide Van De Sfroos - Breva &Tivan
Tunng - Good Arrows (2007)
Vinicio Capossela - Da Solo(2008)
Bebe - Pafuera Telaranas
MDR
Fragil Vida
Kimya Dawson
Arisa - Sincerità
Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola
Lily Allen
Leggo

* New Moon - Stephenie Meyer
* Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut (Finalmente, oserei dire)
* Fotografia - Carlo Delle Cese (Necessario, aggiungo)
* Il giorno in più - Fabio Volo
* Emmaus - A. Baricco (Yuppi)

Day & Day
novembre: 2009
L M M G V S D
« ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30