Case.parma.it
Liwogi …

ha voglia di viaggi e di foto. Invece sguazza tra le camole tonte, prendendo contro gli spigoli con una media di 10 Ahi al giorno, letti posticci, capelli indispettiti da risveglio e gatti ruba pappa a tradimento. Meno male c'è l'amour, e che amour ^_^ [29.06.2009]

Ascolto
Davide Van De Sfroos - Pica
Carmen Consoli - Eva Contro Eva
Damien Rice - O
Damien Rice - 9 (2006)
Davide Van De Sfroos - Breva &Tivan
Tunng - Good Arrows (2007)
Vinicio Capossela - Da Solo(2008)
Bebe - Pafuera Telaranas
MDR
Fragil Vida
Kimya Dawson
Arisa - Sincerità
Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola
Leggo
* New Moon - Stephenie Meyer
* Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut (Finalmente, oserei dire)
* Fotografia - Carlo Delle Cese (Necessario, aggiungo)
... Vergognosamente inattiva ...
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Archivio per la categoria ‘malumore’

Indisposta

domenica, gennaio 25th, 2009
In cerca di un antidoto

In cerca di un antidoto

Rintanata e dopata a suon di tachi e borocillina la gola sembra bruciare un po’ meno e stranamente anche tutto il resto. Una tisana inaugura il mio nuovo set (da due…) di tazzone. Oggi valuto un sacco di cose, e ho segnato su carta un paio di impicci che devo decidermi a togliere nei prossimi giorni. Questo mese dovranno esistere poche cose, gli esami, un sito, il lavoro e la palestra. Gli spagnoli hanno mandato una dettagliatissima relazione che devo decidermi a sfogliare, forse stasera, con dizionario alla mano, e al massimo martedì parte la mia raccomandata maresciallesca, giusto per non pentirmene poi.

Non capisco questa calma apparente, forse perchè sembra che nell’aria ora ci sia meno di irrisolto.

Giù

domenica, gennaio 25th, 2009

Eh, c’è da  riuscire a essere oggettivi il più del tempo. Dormito zero, ammalata, stanca e preoccupata.

Alla prima fessura tra le palpebre i pensieri infilano le loro piccole zampine e si intrufolano.

C’è da fare i grandi no ? Uscita, sgranocchiato, bevuto, tornata, fissato il soffitto, poi anche la parete, poi l’altra. Ci sono dei pensieri ricorrenti, ieri sera erano “il giusto” e ” l’ironia del destino”. C’è da fare i grandi, ma guardo le persone senza vederle e leggo senza seguire le linee delle lettere.

Se io sto così qualcuna al mio posto oggi avrà il cuore così caldo e al sicuro, qualcuna non ha piu bisogno di pensare alle cose perchè può averle e toccarle, qualcuna riapre scatole mai chiuse, e spero non sprechi la sua possibilità.

Altro che grande, piccola come un granello dal respiro malato.

Essere per bellezza

venerdì, gennaio 23rd, 2009
Single come solo

Single come solo

Un paio di biglietti da visita sul tavolo di fianco alla borsa del pc mi fanno sentire quasi seria.

Stasera è una sera senza umore, sarà che mi sento un po’ in colpa per i miei star male, che in confronto a quanto qualcuno vicino sta provando sono così sciocchi. Ma il babbo ha sempre detto che “non bisogna guardare in casa degli altri” quindi me la pezzo con questa citazione casareccia.

C’è chi scommette su una vecchia coppia andata, c’è chi vorrebbe farlo ma vede come stanno messe le cose e sorride. Daltronde dopo tutto quello che c’è stato sembriamo un po’ i Raimondo e Vianello di via Picasso. Coscienti che quel che è stato fatto è stato fatto, ed è irrimediabile, ma senza rimorso (e l’ultima parte è davvero importante).

Questa solitudine, o singolitudine se vogliamo farla suonar meglio, non nuoce totalmente gravemente alla salute. Sto imparando ad affrontare le persone in modo differente, ma soprattutto ad affrontarle. A uscire con persone appena conosciute, e a dire “Che fai stasera? Birretta?” oppure “Panino e succo?” (si Alex, i diritti sul succo sono tuoi), o “un filmetto da me?”. Secoli a fare l’amica mai filata e ora è così.

Dice la giò (tanto ormai sono citazionaria) “dopo il brutto periodo che hai passato è giusto che non ti impegni e te la godi un po’”. E io sinceramente non so più cosa pensare su questo versante. Le giornate sono belle e le nottate un po’ meno.Vorrei dire un paio di basta, ma aspetto, perchè la speranza che ne valga ancora la pena fa fatica a morire, o faccio fatica io a soffocarla sotto il cuscino di queste giornate ibride.

Si ora mi potete dire “ma tu hai sempre detto che essere da soli, ecc ecc ecc”, già, lo penso ancora. Essere da soli non ha senso. E’ importante stare bene da soli, ma sarà che sono donna e che un tutto sommato – e in fondo fondo – sono romantica, continuo a pensare che stare soli ha poco senso.

Vorrei poter condividere tutte le cose che mi succedono o che vorrei fare. Vorrei chiacchierare mentre ceno invece di guardare sola un telefilm o parlare coi gatti, vorrei dare baci della buona notte. Nella mia metà del letto inutile,  la sera riposano libri/gatti/diari/cellulari ( e qui la mia faccia fa un’espressione mezza schifata, che un po’ si salva sui gatti, ma poca roba). Vorrei poter far progetti, pensare a vacanze o gite istantanee fuori porta. O correre verso qualcuno che è  già in posa quando clicco su autoscatto.

Essere single è tanti appuntamenti, e due cuscini appaiati su uno stesso materasso, tanto l’altro è per bellezza. Come lo è il secondo piatto, il secondo bicchiere e la seconda tazza. Ecco, essere single è essere per bellezza. Qui l’ho sparata e qui la sottoscrivo, tanto ne ho dette di più grosse.

Un pugno di momenti persi.

La censura colpisce ancora

giovedì, gennaio 15th, 2009

Post riesumato dall’autocensura, adoro la mia tirannia multimediale.

Stasera mi sono trovata a chiedere alla Manto se alcune reazioni dell’ultimo periodo fossero normali o no. E’ inutile chiederselo, siamo tutte piccole Bridget Jones che al minimo sentimento perdono il cervello dietro strani e stupidi esseri.

Per noi “l’ammmmòve” (è troppo da starmi in bocca stasera, ma passiamo oltre) ha mille gradi, per noi è tutto e niente, ce n’è di ogni tipo, di quello che non basta per  un misero “ti voglio bene” a quello che è sufficiente per promettere mari e monti.

E’ sbagliato chiedersi se è normale, daltronde siamo così, possiamo  non riuscire a combinare nulla per giorni e giorni pensando sempre alla stessa cosa e sfogliare nel mentre ogni tipo di battito o di respiro.

Noi costruiamo castelli in aria degni di dei, i nostri castelli hanno merli inespugnabili, ponti elevatoi scintillanti e fossati popolati da esseri imbattibili. Possiamo rendere principi azzurri rospi e serpi.

E lo sappiamo, ma non possiamo farci nulla, possiamo solo sospirare seguendone il passo, possiamo ripeterci cosa è vero o no, possono dircelo gli amici migliori, ma non c’è verso. I nostri principi luccicano finche da soli non riescono a spegnere ogni luccichio, perchè fosse per noi, brillerebbero da fare invidia a Venere.

La simo stira piccioni compra i biglietti per Van De Sfroos

ps: stamani ho steso il mio primo piccione, era in via mantova, ero ai 100 all’ora, l’impatto è stato fatale. Amen.

pps: comprati i biglietti per Van De Sfroos il 23 marzo all’auditorium Paganini, che bello :)

ppps: ringrazio KowalskyFox per l’ottimo hamburger e l’ottima birra e l’ottima sera :P

Ciiiiiiiiis

giovedì, gennaio 8th, 2009

Frase inutile: Brutta scoperta non trovare più un paio di eserciziari che mi hanno sostenuta nei momenti difficili, quindi riordino repentino, con qualche pezzo aggiunto su cui affido molto.

Fifa: Serata stramba, chiacchiere strambe, situazioni strambe, è tutto sempre meno chiaro e le cose che sono state diventano così lontane in così poco tempo, da metter spavento anche di situazioni banali. La fantasia probabilmente inizia pure a ricamarci un po’ intorno.

Scappo un po’ dalle persone, ho poca voglia di rispondere e di fare resoconti. Sono io e la scrivania, sulla quale sventaglio vecchi appunti, la domanda per il concorso, e curriculum spagnoli. Ufficialmente scappo.

Mi piacerebbe tornare a ottobre, quando l’irrazionalità e l’istinto rendevano le cose ingiuste giuste senza tanti fronzoli morali.

Morale della favola: Ho una gran gran grande grandissima enorme voglia di sorridere.

Spataplash

domenica, gennaio 4th, 2009
Spataplash

Spataplash

Oggi rimescolo, rimescolo i mobili e gli spiriti.

Rimescola la nonna giù per le scale, mentre il gatto le sfila tra le gambe.

Rimescolano le responsabilità di me qui della nonna giu di li e dei gatti per di la.

Rimescolo il vino bianco nel bicchiere solo.

Stasera non ho un titolo.

martedì, dicembre 30th, 2008

E’ difficile spiegare, come piccoli mondi che sembrano così stabili possono sbricciolarsi e perdere consistenza. Perdono consistenza attimi importanti, si spingono dentro le lacrime, si respira forte, e ci si dispiace. Tanti piccoli granellini, che cessano di essere qualcosa di grande e di bello.

E’ difficile spiegare, come in un secondo la cosa più importante e la cosa più bella per una persona possa diventare niente. Svaniscono tutte le invisibili protezioni che quella persona aveva messo tra te e il mondo, e le stesse che quella persona ha divelto con la coscienza di boia, nessuna.

E’ tutto difficile quando si riparte da zero, non ci saranno più tante cose, e da metà dovrò imparare a essere una e tutto.

Odierò le scatole per sempre, e di questo passo voi con me.

martedì, dicembre 2nd, 2008

Nell’armadio sono appese due giacche e alcuni vestiti, forse riesco perchè è come una grande scatola pronta a essere riportata via.

Sono accartocciata, il mio cuore e il mio intestino si ingarbugliano in continuazione, a volte sfiorano i polmoni e mi fanno singhiozzare e sembrare un cane rassegnato a prendere le sue bastonate, a volte sfiorano i miei occhi, che grondano paure e ansie, a volte tirano tutti i muscoli, e finisco rannicchiata come il cadavere di un ragno, altre volte ancora le mie mani e la mia testa si fondono e si impastano di lacrime.

La buona fulvia mi consiglia di spargere un po’ di simo in questa casa tanto odiata, e così sul divano spunta un piumone viola e due cuscini neri. Sul comò tutti i libri degli ultimi anni compresi quelli con i  segnalibri a metà. Nelle ante dell’armadio qualche foto, abbracci a manarola, e sorrisi a folgaria ricordano che non bisogna mai dimenticare che si è felici quando lo si è, perchè è un attimo che tutto scompaia. Su un altro dei mille comò il vassoto di kate haring con dentro vasetti rubati al passato. E un foulard rosa si traveste da tovaglia. E’ una casa di travestimenti, dove le cose provano a essere cose, è una casa di scarti, mobili vecchi, scatolame dimenticato, cuscini migrati da una macchina e armadi di altri dove. Siamo tutti messi qua. E io mi travesto da chi fa finta di niente e non ci riesce, chi fa finta di dormire e non lo fa, chi è appeso ad un filo e a tratti ha una gran voglia di tirarsi su, e altri voglia di lasciarsi cadere.

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Qualche prima e dopo.