
Single come solo
Un paio di biglietti da visita sul tavolo di fianco alla borsa del pc mi fanno sentire quasi seria.
Stasera è una sera senza umore, sarà che mi sento un po’ in colpa per i miei star male, che in confronto a quanto qualcuno vicino sta provando sono così sciocchi. Ma il babbo ha sempre detto che “non bisogna guardare in casa degli altri” quindi me la pezzo con questa citazione casareccia.
C’è chi scommette su una vecchia coppia andata, c’è chi vorrebbe farlo ma vede come stanno messe le cose e sorride. Daltronde dopo tutto quello che c’è stato sembriamo un po’ i Raimondo e Vianello di via Picasso. Coscienti che quel che è stato fatto è stato fatto, ed è irrimediabile, ma senza rimorso (e l’ultima parte è davvero importante).
Questa solitudine, o singolitudine se vogliamo farla suonar meglio, non nuoce totalmente gravemente alla salute. Sto imparando ad affrontare le persone in modo differente, ma soprattutto ad affrontarle. A uscire con persone appena conosciute, e a dire “Che fai stasera? Birretta?” oppure “Panino e succo?” (si Alex, i diritti sul succo sono tuoi), o “un filmetto da me?”. Secoli a fare l’amica mai filata e ora è così.
Dice la giò (tanto ormai sono citazionaria) “dopo il brutto periodo che hai passato è giusto che non ti impegni e te la godi un po’”. E io sinceramente non so più cosa pensare su questo versante. Le giornate sono belle e le nottate un po’ meno.Vorrei dire un paio di basta, ma aspetto, perchè la speranza che ne valga ancora la pena fa fatica a morire, o faccio fatica io a soffocarla sotto il cuscino di queste giornate ibride.
Si ora mi potete dire “ma tu hai sempre detto che essere da soli, ecc ecc ecc”, già, lo penso ancora. Essere da soli non ha senso. E’ importante stare bene da soli, ma sarà che sono donna e che un tutto sommato – e in fondo fondo – sono romantica, continuo a pensare che stare soli ha poco senso.
Vorrei poter condividere tutte le cose che mi succedono o che vorrei fare. Vorrei chiacchierare mentre ceno invece di guardare sola un telefilm o parlare coi gatti, vorrei dare baci della buona notte. Nella mia metà del letto inutile, la sera riposano libri/gatti/diari/cellulari ( e qui la mia faccia fa un’espressione mezza schifata, che un po’ si salva sui gatti, ma poca roba). Vorrei poter far progetti, pensare a vacanze o gite istantanee fuori porta. O correre verso qualcuno che è già in posa quando clicco su autoscatto.
Essere single è tanti appuntamenti, e due cuscini appaiati su uno stesso materasso, tanto l’altro è per bellezza. Come lo è il secondo piatto, il secondo bicchiere e la seconda tazza. Ecco, essere single è essere per bellezza. Qui l’ho sparata e qui la sottoscrivo, tanto ne ho dette di più grosse.
Un pugno di momenti persi.