Case.parma.it
Liwogi …

rassetta a singhiozzi, col nuovo di baricco sul comodino, la sorte di un gatto malconcio tra le dita, un lavoro che se ne va, la voglia di chiacchierare con un vecchio amico e il suo nuovo zoom.

Ascolto
Davide Van De Sfroos - Pica
Carmen Consoli - Eva Contro Eva
Damien Rice - O
Damien Rice - 9 (2006)
Davide Van De Sfroos - Breva &Tivan
Tunng - Good Arrows (2007)
Vinicio Capossela - Da Solo(2008)
Bebe - Pafuera Telaranas
MDR
Fragil Vida
Kimya Dawson
Arisa - Sincerità
Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola
Lily Allen
Leggo

* New Moon - Stephenie Meyer
* Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut (Finalmente, oserei dire)
* Fotografia - Carlo Delle Cese (Necessario, aggiungo)
* Il giorno in più - Fabio Volo
* Emmaus - A. Baricco (Yuppi)

Day & Day
novembre: 2009
L M M G V S D
« ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  
Il tempo e i post

Archivio per la categoria ‘loro’

Protetto: Per quanto possa servire ormai. La password la sai, un po’ di intimità.

martedì, gennaio 13th, 2009

Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:


vomitata vomito

martedì, gennaio 13th, 2009

questo è quello

ho la forma e la consistenza di un boccone assaporato, masticato, ingoiato, digerito e rigurgitato. ognuno pensi e ognuno dica. poi chi vuole può dire ognuno ha ciò che merita. a me sembra di rivivere cose gia viste, di essere così poco da non bastare, ma più di tutto di essere così poco di nuovo. star male star male e di nuovo star male.

liwogi non ha le parole giuste per dare le parole giuste

domenica, gennaio 11th, 2009

Sul mio tavolo riposa una lettera senza padrone, un foglio bianco a ghirigori neri.

Non scrivevo una lettera da secoli, e non ricordavo quanto fosse difficile scavare e dire le cose giuste, e di quanto sia chiaro e vero vederle li nero su bianco, e di quanto sia duro vederle li nero su bianco.

Grigio verde grigio verde grigio griiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiigio

martedì, gennaio 6th, 2009

Sono stanca come la neve che cade in pianura.

Ti capisco pienamente, la tua stanchezza, la tua voglia di lasciare indietro. Capisco tutto. Capisco il non trovare probabilmente abbastanza cose belle per poterci ripensare, per trovare anche la voglia di ripensarci, sono trsitemente consapevole. Se fossi certa di poterti dare un mondo, sbucherei li e te lo sventolerei. Ma non ho mondi chiusi in mano. Ho pianti inutili, crisi sciocche, tirate bislacche dettate da momenti instabili per di più, il resto è così lontano. Con un cannocchiale lunghissimo posso vedere qualcosa di bello, ma è lunghissimo, veramente lunghissimo.

Non so a cosa penso mentre fisso il telefono o un pallino grigioverde, non so cosa ho aspettato in questi tre giorni di crociate tra scrivania/doccia/letto, con ai piedi due ciabattone enormi un po’ malinconiche.

Ma tanto non mi leggi, giustamente oserei dire.

E’ banale, ma ti penso forte, come può farlo un calzino spaiato.