Archivi per la categoria ‘insonnia’

“Fila a studiare!” “Ma nevicaaa!”

Non dovrei essere qua, dovrei sprecare il tempo prezioso per i libri che aspettano nel mio cubo riservato all’università, il dimenticatoio di casa. Ma anche la Giò dovrebbe farlo e non lo fa, il che mi motiva a non farlo, e questo probabilmente motiva a suo modo lei a rinonfarlo, un giorno ci ritroverete ai semafori.

La mia insonnia ha fruttato, nonostante il misero tentativo di infilarmi a letto a mezzanotte e venti circa, dopo mezzoretta ero già sul divano, OcchiSbarrati-ComputerAcceso-DentiDelGattoNelPiede. Comunque, parlavo del fruttato, stanotte ho prodotto ben una pagina in Adobe Caslon Pro Bold dimensione 11. Due personaggi, un mezzo dialogo, un semi incontro, 40′000 modifiche, una parola “viola”.

Detto ciò:

MA FUORI NEVICA!

Acchiappo le parole, non è proprio l’ora, ma tanto il rumore di grondaia mi tiene sveglia.

El Arrebato – Himno del Centenario del Sevilla FC

Francesco Guccini – Opera buffa

Robbie Williams – Feel

Claudio Baglioni – Reginella (non accetto commenti)

Slumber Party – I don’t mind

Beatles – Another girl

Sono un po’ pensierosa di queste notti, mi si sbarrano gli occhi sotto le coperte (mantas). L’ università…dicendolo in modo nostrano (poi non più di tanto), mi stressa. Sono poco convinta, numeri, dimostrazioni, chi ci piglia…può un informatico non sapere che scheda video ha?

..lasema(o?) ster..


sono una mangia-ravioli-ai-gamberi, una spugna(è una spugna chi beve tre tongerlo? (beber como una cuba)) a riprova : sciopero della birra.

Ma se in “è facile smettere di fumare se sai come farlo” al posto di fumare metto bere, e al posto di sigaretta metto birra, smetto anche di bere birra?

PROTESTA: a voi che bevete liquami colorati da striminziti bicchieri, voi che rigirate calici mezzi vuoti, voi bevitori inferiori:

(en cuatro palabras)

in poche parole, ma va a dar via il cul!


Mi rigiro sul divano col mio pc, dieci anni fa pensavo non avrei mai avuto un portatile, e ora, ne ho già seppellito uno :)


Sento che mi limita, lei l’università, limita la mia testa, limita le mie conoscenze, le mie giornate.

LIMITA

sento che non capisco, sento che NON so, e temo che non saprò mai. vorrei sapere ma non riesco, e mi incazzo. vorrei sapere (e qui abbandono i maiuscoli (si si lo so maiuscole, ma un po’ di virilità in più ai giorni d’oggi non guasta).


non è serata, non ho un discorso che fila. ed è grave, perchè non è una mia mancanza nel trascrivere su carta le cose, è proprio così che stanno in testa, e così escono, e così si spengono. le stronze. (urca, come sferza stronze). dicevo, le stronze, poi saltano fuori a letto. Mi sento che non combino nulla. In questo mondo fatto per chi ha i capelli lisci, per chi ha il culo piccolo (anche culo, nel suo intimo sferza), per chi ha nasi dolci e unghie lisce. Per chi non sembra goffo, per chi riesce a truccarsi prima di uscire la mattina, per chi è arrogante, che cazzo centro?????????

fallita informatica, bevitrice di birra stroncata in piena carriera, malinconica di cantautori.


mi scuso per i colori, per la punteggiatura, e rimpiciolingrandimenti, ma ho bisogno di movimento.

stasera ho le idee chiare su una nuova parola, di quelle già sentite, di quelle ridisegnate, incognita di equazioni, frasi. (deformazione professionale)

MIASMA: Malsana esalazione di organismi in putrefazione o di acqua stagnante
Lo Zingarelli minore Vocabolario della lingua italiana (C) 2001 Zanichelli editore

ps: ho scoperto che il mio computer ha il dizionario … che amove.

h 16:18

New Entry : piccolo morbido mouse

VALENCIA -43

Ossessione

Ossessione

21:26

Voglio Voglio Voglio una manciata di spensieratezza, giusto per arrivare a domani senza lo stomaco contorto.

Poesie

Lavorare stanca , Cesare Pavese

I due, stesi sull’erba, vestiti, si guardano in faccia
tra gli steli sottili: la donna gli morde i capelli
e poi morde nell’erba. Sorride scomposta, tra l’erba.
L’uomo afferra la mano sottile e la morde
e s’addossa col corpo. La donna gli rotola via.
Mezza l’erba del prato è così scompigliata.
La ragazza, seduta, s’aggiusta i capelli
e non guarda il compagno, occhi aperti, disteso.

Tutti e due, a un tavolino, si guardano in faccia
nella sera, e i passanti non cessano mai.
Ogni tanto un colore più gaio li distrae.
Ogni tanto lui pensa all’inutile giorno
di riposo, trascorso a inseguire costei,
che è felice di stargli vicina e guardarlo negli occhi.
Se le tocca col piede la gamba, sa bene
che si danno a vicenda uno sguardo sorpreso
e un sorriso, e la donna è felice. Altre donne che passano
non lo guardano in faccia, ma almeno si spogliano
con un uomo stanotte. O che forse ogni donna
ama solo chi perde il suo tempo per nulla.

Tutto il giorno si sono inseguiti e la donna è ancor rossa
alle guance, dal sole. Nel cuore ha per lui gratitudine.
Lei ricorda un baciozzo rabbioso scambiato in un bosco,
interrotto a un rumore di passi, e che ancora la brucia.
Stringe a sè il mazzo verde – raccolto sul sasso
di una grotta – di bel capevenere e volge al compagno
un’occhiata struggente. Lui fissa il groviglio
degli steli nericci tra il verde tremante
e ripensa alla voglia di un altro groviglio,
presentito nel grembo dell’abito chiaro,
che la donna gli ignora. Nemmeno la furia
non gli vale, perché la ragazza, che lo ama, riduce
ogni assalto in un bacio c gli prende le mani.

Ma stanotte, lasciatala, sa dove andrà:
tornerà a casa rotto di schiena e intontito,
ma assaporerà almeno nel corpo saziato
la dolcezza del sonno sul letto deserto.
Solamente, e quest’è la vendetta, s’immaginerà
che quel corpo di donna, che avrà come suo, sia,
senza pudori, in libidine, quello di lei.

DICKINSON EMILY

Una parola muore
appena detta,
dice qualcuno.

Io dico che solo
quel giorno
comincia a vivere

Un Tempo troppo felice si dissolve
E non lascia traccia -
È l’Angoscia che non ha Penne
O troppo pesanti per volare

Presi un Sorso di Vita -
Vi dirò quanto l’ho pagato -
Esattamente un’esistenza -
Il prezzo di mercato, dicevano.
Mi pesarono, Granello per Granello -
Bilanciarono Fibra con Fibra,
Poi mi porsero il valore del mio Essere -
Un singolo Grammo di Cielo!

Le parole dette dal felice
Sono rozza melodia
Ma quelle provate dal silente
Sono bellissime -

Anche tu sei l’amore, Cesare Pavese

Anche tu sei l’amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole – cammini
in attesa. L’amore
è il tuo sangue – non altro


Sandro Penna

E poi son solo. Resta
la dolce compagnia
di luminose ingenue bugie.

MALINCONIA, Rosa Maria Tornù

Ricomincia
la malinconia.

T’incatena
come una
canzone
del tuo passato
più lontano
e ti ama
sottile
nella trama
del tempo vuoto.

Malinconia -
tu ce la fai
a perdermi -
a violentarmi
fino a farmi
pietra,

attrice del nulla
senza mai
più dolore.

Liwogi …

e il nuovo tema hanno naso e piedi freddi

Il tempo e i post
Ascolto
Davide Van De Sfroos - Pica
Carmen Consoli - Eva Contro Eva
Damien Rice - O
Damien Rice - 9 (2006)
Davide Van De Sfroos - Breva &Tivan
Tunng - Good Arrows (2007)
Vinicio Capossela - Da Solo(2008)
Bebe - Pafuera Telaranas
MDR
Fragil Vida
Kimya Dawson
Arisa - Sincerità
Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola
Lily Allen
Leggo

* New Moon - Stephenie Meyer
* Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut (Finalmente, oserei dire)
* Fotografia - Carlo Delle Cese (Necessario, aggiungo)
* Il giorno in più - Fabio Volo
* Emmaus - A. Baricco (Yuppi)

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