Case.parma.it
Liwogi …

rassetta a singhiozzi, col nuovo di baricco sul comodino, la sorte di un gatto malconcio tra le dita, un lavoro che se ne va, la voglia di chiacchierare con un vecchio amico e il suo nuovo zoom.

Ascolto
Davide Van De Sfroos - Pica
Carmen Consoli - Eva Contro Eva
Damien Rice - O
Damien Rice - 9 (2006)
Davide Van De Sfroos - Breva &Tivan
Tunng - Good Arrows (2007)
Vinicio Capossela - Da Solo(2008)
Bebe - Pafuera Telaranas
MDR
Fragil Vida
Kimya Dawson
Arisa - Sincerità
Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola
Lily Allen
Leggo

* New Moon - Stephenie Meyer
* Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut (Finalmente, oserei dire)
* Fotografia - Carlo Delle Cese (Necessario, aggiungo)
* Il giorno in più - Fabio Volo
* Emmaus - A. Baricco (Yuppi)

Day & Day
novembre: 2009
L M M G V S D
« ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  
Il tempo e i post

Archivio per la categoria ‘bum’

Diario di un giovane spaventato

sabato, luglio 4th, 2009

Oggi sono paralizzato.

La casa, la casa diventa di giorno in giorno la tomba sempre più chiara di quello che poteva essere. E’ una casa grande, è una bella casa e dalle fienstre si vedono piante e prati calmi, s isi vedono i vicini che fanno running e quelli che portano fuori i loro grossi cani. A volte mi sento crudele perchè tento di starci lontano, a volte mi sento crudele di non star vicino alle poche persone che vi sono rimaste.

Oggi pranzando con mio padre ho potuto sentirmi di nuovo spaventato e paralizzato. Lui fan un gran casino ma è un buon uomo, in fondo in questa casa vuota c’è sempre stata gente un po’ pazza ma buona. Lui ha dei gran problemi, forse più grandi della casa, e dei cani dei vicini. E’ un padre stanco come tanti, solo cone tanti ed ogni mattina non può che pensare ai soldi che non ci sono, al lavoro che non va, alla grande casa che costa troppo, alla gente che non ci vive più. Io ascolto, a volte mi arrabbio quando mi parla di macchine da rottamare e di cose da eliminare, mi arrabbio perchè vedo sparire le poche cose che  ho, ma non è con lui in fondo che mi arrabbio. Mi arrabbio perchè le cose e le cose e tutte le altre cose … Mi arrabbio perchè un tempo tutte queste cose non mi pesavano, perchè potevo, e ora non posso più.

In un altra casa, in un altro posto, c’è una mamma che a cinquant’anni prova a ricominciare da zero, una donna che prova a ricominciare da zero. Ma non è facile, perchè anche la sua casa che gli da tanto gli toglie troppo. Perchè è lontana da chi un tempo teneva in braccio, perchè non sa se la caveranno, gli ha dato i mezzi insieme al grande uomo triste di camminare con le proprie gambe ma li vede traballare.

E io mi sento paralizzato, e mi sento uno sciocco giovane che non sa stare in piedi. Io e la mia macchina non usciamo, lei è tutta gratis ma io a 10 giorni dallo stipendio per una cosa o per l’altra non posso riempire il suo grosso serbatorio, non posso riempire di birra fresca il frigo o avere una cena da offrire a qualcuno. Il mio lavoro è migliore di molti, ma come loro non è abbastanza e devo giocare a lego con lavori che mi passano per le mani.

Io mi sento paralizzato, sento di non avere le basi, di dover partire ogni giorni da zero. Sento che non so come farò o se ce la farò a non svegliarmi  anche domani con in cuore i problemi di mio padre e mia madre, sento che mi schiacciano e che sono sempre più miei.

Sento i cadaveri dei miei sogni e dei miei progetti riempire i cassetti della mia mansarda gratis.

Racconto il non racconto (anche se credo di averlo già fatto in passato)

giovedì, marzo 19th, 2009

Se potessi raccontare più o meno i punti sarebbero quelli, di storia che si ripete, di tempismo, di bugie, di creature che non imparano, di creature che sanno che alcune altre non imparano, di levatacce strane, di levatacce ricostruite.

E poi ci sarebbe da parlare di come ci sia addormenta con la testa incastrata sopra la giuntura gleno-omerale cullata dal muscolo sottoscapolare. Non dimenticando la generazione di spazzolini che passano nel bicchiere dello spazzolino, molto spesso in relazione alla generazione di esseri muniti di pomo d’adamo che lasciano la sedietta su.

Si può parlare di uomini imperfetti e di uomini perfetti, perfezione-bontà, imperfezione-cattiveria, e di qui la questione del farsi bastare la bontà, che si sa “la donna corre dietro agli stronzi”, “te l’ho sempre detto che sei troppo buono”, ma forse le cose potrebbero cambiare. E allora forse un pizzico parlerei anche del cambiare, ma nemmeno troppo, perchè sul cambiare siamo ancora piuttosto scettici, magari si può parlare di variazioni momentane  dettate dal cuore o dall’uccello (ups, ho detto proprio uccello), o di evoluzione, ma di cambiamenti…lo dice anche Mia “gli uooooomiiiniiiii, non cambianoooooo, prima parlano d’amore poi ti laaaasciano da sola, gli uomiiiiniii ti cambianoooooooo e tu pianghi mille notti di peeeeeercheeee” . Battaglie inutili.

E va beh, ma ci sono così tante cose, perchè si ptorebbe raccontare la storia del gatto che la sera, quando tutti dormivano, di nascosto leccava le foto.

Ma cosa vuoi, ognuno sceglie cosa raccontare, c’è chi alle 8:11 di un tranquillo giovedì di quasi primavera, sentendo in sottofondo un tagliaerba in azione, un paio d’uccellini molesti, due vecchietti arzilli che discutono solo perchè bisogna fare anche quello, decide di perdere dieci minuti a parlare in modo criptico ma nemmeno nemmeno troppo, l’unico modo di poter dire a tutti senza non dire a nessuno.

Buon giorno a tutti, sono le 8:16 del 19 marzo 2009,  la temperatura si aggira sui 10 gradi, il sole brilla in un cielo appena appena spolverato di bianco. Il santo di oggi è san Giuseppe (dall’ebraico “aggiunto in famiglia”). Il 19 marzo nel 1831 veniva svaligiata la prima banca americana, nel 1995 invece lo stesso giorno Tomba vinceva la coppa del mondo di sci alpino. E per chi ancora non se lo fosse ricordato, oggi è la festa del papà.

Stasera non ho un titolo.

martedì, dicembre 30th, 2008

E’ difficile spiegare, come piccoli mondi che sembrano così stabili possono sbricciolarsi e perdere consistenza. Perdono consistenza attimi importanti, si spingono dentro le lacrime, si respira forte, e ci si dispiace. Tanti piccoli granellini, che cessano di essere qualcosa di grande e di bello.

E’ difficile spiegare, come in un secondo la cosa più importante e la cosa più bella per una persona possa diventare niente. Svaniscono tutte le invisibili protezioni che quella persona aveva messo tra te e il mondo, e le stesse che quella persona ha divelto con la coscienza di boia, nessuna.

E’ tutto difficile quando si riparte da zero, non ci saranno più tante cose, e da metà dovrò imparare a essere una e tutto.