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Liwogi …

rassetta a singhiozzi, col nuovo di baricco sul comodino, la sorte di un gatto malconcio tra le dita, un lavoro che se ne va, la voglia di chiacchierare con un vecchio amico e il suo nuovo zoom.

Ascolto
Davide Van De Sfroos - Pica
Carmen Consoli - Eva Contro Eva
Damien Rice - O
Damien Rice - 9 (2006)
Davide Van De Sfroos - Breva &Tivan
Tunng - Good Arrows (2007)
Vinicio Capossela - Da Solo(2008)
Bebe - Pafuera Telaranas
MDR
Fragil Vida
Kimya Dawson
Arisa - Sincerità
Biagio Antonacci - Il cielo ha una porta sola
Lily Allen
Leggo

* New Moon - Stephenie Meyer
* Mattatoio N.5 - Kurt Vonnegut (Finalmente, oserei dire)
* Fotografia - Carlo Delle Cese (Necessario, aggiungo)
* Il giorno in più - Fabio Volo
* Emmaus - A. Baricco (Yuppi)

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Il tempo e i post

Archivio per il luglio, 2009

Bozza riesumata

martedì, luglio 28th, 2009

Mezza intontita dal turno di notte e in attesa di iniziare la Spencer giornata. A prima occhiata uno sconosciuto direbbe che in questa tana in nottata siano entrati i ladri, e anche io, con la mia chiazza di nutella sulla mano sinistra, tento di guardarmi attorno il meno possibile, per non incappare in piatti sporchi vestiti sediati e via dicendo. Credo che il comò, verra inscatolato, so che è un argomento fragile, ma ho di nuovo bisogno di inscatolare, di rendere piatti sporchi e vestiti sediati provvisori. L’aletta spezzata che mi aveva portata qui è guarita, e prima che vengano rispezzate entrambe in un gran orgasmo di ossa rotte devo inscatolare.

Urge una nuova music&podcast playlist per la nottata!

Buonanotte diametrale

lunedì, luglio 13th, 2009

Che vuoi che dica mondo. Ho un dente che direbbe volentieri quanto fastidio gli da il dentista scavatore scaccia nervi devitalizzante. Ho uno spallino che che fa tutto tranne che lo spallino. Unendo pollice con pollice e indice con indice raggiungo diametralmente diametrando il diametro del mio ginocchio, lato coscia non lato polpaccio. Liscia, con un leggero dolore all’interno coscia per la cavalcata, non metaforicamente parlando. Buona notte

Liwogi mastica profumi e sensazioni, tutti posticci, tutti creati per l’occasione della sera che non c’è.

lunedì, luglio 6th, 2009

I suoi gesti ubriachi seguivano la pelle morbida barcollando da un angolo e l’altro. La mano stringeva forte i capelli caldi serrando l’elastico e lasciandoli cadere  a lato del collo nudo. La maglietta stropicciata copriva quel poteva, il piccolo seno morbido, il neo tondo color caffe latte sulla spalla destra. Il minuto e buffo mignolo del piede preso di mira dalla zanzara di turno sfoggiava un bel rosso d’estate. Sul braccio riposava una linea nera lasciata da un occhio sbadato ancora fatto bello per le ore del giorno. Nell’aria mille odori, odori di pelle la sera.

Un bicchiere di troppo aveva fatto i gesti netti ma pieni, e tutti i sentire erano un gran miscuglio di sentire. Non un filo d’aria, le faceva venire voglia di lasciare il suo posto per distendersi a lato della finestra, di appiattirsi tra i passi andati. La lingua amara si nascondeva colpevole dei pensieri scomposti. Il peccato scivolava su ogni cosa, quello di ogni tempo, andato e atteso.

Il peccato dei pensieri rimestati e di quelli appena nati. Il caldo, la sera, il vino.

Cercava in ogni cosa, cercava e cercava ancora.

Diario di un giovane spaventato

sabato, luglio 4th, 2009

Oggi sono paralizzato.

La casa, la casa diventa di giorno in giorno la tomba sempre più chiara di quello che poteva essere. E’ una casa grande, è una bella casa e dalle fienstre si vedono piante e prati calmi, s isi vedono i vicini che fanno running e quelli che portano fuori i loro grossi cani. A volte mi sento crudele perchè tento di starci lontano, a volte mi sento crudele di non star vicino alle poche persone che vi sono rimaste.

Oggi pranzando con mio padre ho potuto sentirmi di nuovo spaventato e paralizzato. Lui fan un gran casino ma è un buon uomo, in fondo in questa casa vuota c’è sempre stata gente un po’ pazza ma buona. Lui ha dei gran problemi, forse più grandi della casa, e dei cani dei vicini. E’ un padre stanco come tanti, solo cone tanti ed ogni mattina non può che pensare ai soldi che non ci sono, al lavoro che non va, alla grande casa che costa troppo, alla gente che non ci vive più. Io ascolto, a volte mi arrabbio quando mi parla di macchine da rottamare e di cose da eliminare, mi arrabbio perchè vedo sparire le poche cose che  ho, ma non è con lui in fondo che mi arrabbio. Mi arrabbio perchè le cose e le cose e tutte le altre cose … Mi arrabbio perchè un tempo tutte queste cose non mi pesavano, perchè potevo, e ora non posso più.

In un altra casa, in un altro posto, c’è una mamma che a cinquant’anni prova a ricominciare da zero, una donna che prova a ricominciare da zero. Ma non è facile, perchè anche la sua casa che gli da tanto gli toglie troppo. Perchè è lontana da chi un tempo teneva in braccio, perchè non sa se la caveranno, gli ha dato i mezzi insieme al grande uomo triste di camminare con le proprie gambe ma li vede traballare.

E io mi sento paralizzato, e mi sento uno sciocco giovane che non sa stare in piedi. Io e la mia macchina non usciamo, lei è tutta gratis ma io a 10 giorni dallo stipendio per una cosa o per l’altra non posso riempire il suo grosso serbatorio, non posso riempire di birra fresca il frigo o avere una cena da offrire a qualcuno. Il mio lavoro è migliore di molti, ma come loro non è abbastanza e devo giocare a lego con lavori che mi passano per le mani.

Io mi sento paralizzato, sento di non avere le basi, di dover partire ogni giorni da zero. Sento che non so come farò o se ce la farò a non svegliarmi  anche domani con in cuore i problemi di mio padre e mia madre, sento che mi schiacciano e che sono sempre più miei.

Sento i cadaveri dei miei sogni e dei miei progetti riempire i cassetti della mia mansarda gratis.