Immense cose sconosciute
Affogare la mente, forse un pizzico di troppo, abbastanza per lasciare correre le dita, abbastanza per lasciare correre ciò che è pietrificato. Latente.
Immense cose sconosciute, che le piace scappare nella notte con la sua testiera, che le piace sentire le unghie lisce sulle labra, miriadi di cose. Che sa piangere, che sa urlare. Appallottola le calze pulite infilandole una dentro l’altra. Temporeggia quando si asciuga i capelli, tante pause ed altre cose. A volte si corica a terra e ascolta il pavimento sulla schiena. Ha bisogni, bisogni con le palle, bisogni che possono spaventare. Spaventano le scatole che si porta dietro, vorrebe non avere più scatole. Le serve la musica, musica per ogni momento, ma non ricorda le parole, è più forte di lei, ma tutto sommato musica e parole possono essere cose diverse. Vede la pelle che cambia, la sente cambiare e le fa un po’ paura. Forse non ha saputo prendersi alcune respondabilita, ma delle cose importanti davvero se n’è presa cura come avrebbe dovuto fare, è solo che sono state poche. C’erano tempi in cui scappare di tanto in tanto era necessità , e l’ultima fuga è caduta in un giorno che di ultimo aveva un sacco di cose. Non sa se si piace, a volte si, molte altre no, ma i si pian piano aumentano. Le piace il pianoforte allegro sotto parole poco cantate, le piace bartali. Quando rilegge, quando si rilegge sorride.
Zazzzarazzaz zazzarazzaz, zazzarazzarazzarazzzaz!
Forse non sai leggerla, probabilmente nemmeno vuoi farlo, non saresti il primo e nemmeno l’ultimo.