La coinquilenza, il cominciamento del finiscimento.
La coinquilenza è uno stato un po’ precario e un po’ latente nel quale possono sfociare convivenze e amori carnali. E’ un po’ il timore delle coppie perfette, che sotto sotto sanno che prima o poi qualcosa salterà . Si dice “quando tu mi mollerai”, si replica “no sicuramente tu mollerai me”, poi si smette di assegnare questo ruolo, forse anche la preoccupazione di esserne vittima e lentamente si accuccia in un angolo e si assopisce.
E così uno si sveglia al mattino, e come nei film, allungando il braccio nel letto trova al massimo un gatto o un computer, e uno sguardo languido parte verso i ricordi delle coccole mattutine, poi sfumate in baci del buon giorno, poi scolorite in sveglie e buon giorno.
Ma ho i capelli bagnati, i piedi scalzi sulle mattonelle e i denti da lavare. Buon giorno mondo in coinquilenza.
ps: la videro a metà mattina che passeggiava tra gli scaffali e sulla Vi sfilo Mattatoio n.5, saltellando verso la cassa.